Si è svolto presso il Liceo delle Scienze umane Galileo Galilei di Nardò un incontro-dibattito tra docenti, studenti e genitori sul valore e significato dell'intelligenza emotiva in relazione all'apprendimento. Tale incontro ha rappresentato il momento conclusivo di un progetto interdisciplinare dal titolo "Leggiamo le emozioni", che ha visto gli studenti impegnati in varie attività, finalizzate a far comprendere loro il ruolo delle competenze emotive nell'apprendimento, nelle relazioni, nella motivazione al successo e nell'autostima.

Ospite dell'incontro-dibattito la scrittrice Emma Margari, presidente dell'Associazione "Un sorriso per Mimì", un centro che opera a Casarano per sostenere tutte quelle situazioni personali e familiari che hanno appunto bisogno di un "sorriso", simbolo di comunione e condivisione di dolore e sofferenza emotiva.

L'esperienza di noi Docenti, con ragazzi di Scuola Superiore in vari Istituti della Provincia e con utenze differenziate, ci hanno convinto sempre di più di quanto l'emozione sia alla base di ogni apprendimento e di ogni esperienza scolastica in grado di lasciare una traccia nel vissuto di ogni studente che ci è affidato.

Viviamo un particolare momento storico e sociale, in cui gli scenari virtuali e le nuove tecnologie producono forme di isolamento sempre più preoccupanti che obbligano la scuola a farsi ambiente di studio ma soprattutto di vita, stimolando relazioni autentiche tra i ragazzi e tra questi e i loro docenti.

E' per questa considerazione, unitamente alle ricerche psico e neurologiche a partire da D. Goleman, che si rende necessario adoperarsi per progettare un insegnamento che solleciti processi attivi e soprattutto costruisca un clima positivo dove la scuola sia un luogo in cui per i ragazzi sia piacevole studiare, confrontarsi, progettare il proprio futuro.

Perché oggi si parla tanto di intelligenza emotiva? Perché le emozioni, nel bene e nel male, guidano la nostra vita e, se ognuno di noi saprà conoscerle, saprà anche contenere quelle negative (rabbia, dolore, delusione, frustrazione) e incanalare le positive verso progetti e sogni, e oggi solo se ogni ragazzo saprà inseguire un progetto e un sogno potrà salvarsi. Salvarsi dalla noia, dall'appiattimento, dall'anonimato. Questo porterà al successo nello studio, nel lavoro e nella vita affettiva e sociale.

Oggi i ragazzi sono fragili, spesso demotivati, non tollerano fallimenti, nello studio come nelle relazioni affettive, come dimostrano i fatti di cronaca cui assistiamo sempre più spesso: bullismo, cyberbullismo, violenza di genere, delitti sentimentali, suicidi. Il più delle volte sono dovuti proprio a questa incapacità da parte dei ragazzi di sopportare fallimenti, di mettere il proprio ego al centro di tutto, di non riuscire a comunicare. Eppure siamo tanto bisognosi di dare e ricevere quel "sorriso" che ci lega. A volte si hanno aspettative esagerate nei confronti dei ragazzi (sia la scuola che la famiglia) e la delusione di queste aspettative crea tensioni e disagi. E'per questo che è necessario dotare gli studenti di strumenti che facciano maturare la loro "competenza emotiva", la consapevolezza delle loro debolezze ma anche delle loro potenzialità e capacità.

Non a caso proprio una delle tracce delle simulazioni degli Esami di Stato della corrente annualità parte da una citazione dello psichiatra Vittorino Andreoli sulla fragilità della condizione umana, che non è da vedere come un aspetto negativo ma come la forza dell'uomo. Quindi fragilità come consapevolezza di sè ma anche delle proprie potenzialità, per far sì che diventino progetto, realizzazione.

La nostra scuola si pone come obiettivo proprio questo, prevenire i disagi e lavorare in un'ottica di prevenzione, fornendo gli strumenti perché ognuno, nessuno escluso, possa realizzarsi secondo le sue attitudini e intelligenze, ma soprattutto sulle sue emozioni, generatrici di passioni e interessi, di idee e progetti per il futuro proprio e dell'umanità.

Lavoro sulle emozioni (Classe IIA LSU)